Già, quelli del calendario! Ma cerchiamo di cominciare dall’inizio. Come per gli Aztechi, Maya non era il loro nome, solo che in questo caso, non si sa quale fosse realmente. Creando una proporzione con gli studi fatti su questo popolo in confronto ad altri, si può tranquillamente affermare che dell’origine dei Maya (devo giocoforza utilizzare questo nome convenzionale) non sappiamo nulla. Questo nonostante sia stato l’unico popolo delle Americhe di alta cultura che sviluppò una vera e propria lingua glifografica. Avrebbero potuto registrare eventi che ne definissero la storia, ma non lo fecero.

Popol-VuhNon hanno lasciato nessun nome, neanche quello di un capo o di una città: nemmeno gli Inca arrivarono a tanto. Eppure hanno lasciato dei libri. Il Codice di Dresda dedicato all’astronomia, il codice Tro-Cortesianus, dedicato all’astrologia e il codice Petresianus che descrive rituali. In epoca successiva è stato realizzato in lingua quiché ma scritto in caratteri latini, il Popol Vuh, considerato a tutti gli effetti “La Bibbia Maya”.

Svilupparono una scienza calendrica impressionante, rapportata al livello evolutivo espresso, ed anche l’incredibile complessità ornamentale delle loro opere architettoniche fece sì che a questo popolo venisse attribuita la definizione di “Intellettuali del Nuovo Mondo”. In realtà furono lontani dall’essere un popolo “Intellettuale”, caratterizzato dalla stessa crudeltà e spietatezza propria delle altre tribù che li circondavano, ciononostante hanno combattuto pochissime guerre. Questo popolo, per quanto incredibilmente avanzato, non conosceva metalli e nemmeno la ruota, ma furono il primo popolo mesoamericano ad utilizzare il mare e le vie d’acqua, ma ancora rimane assolutamente sconosciuto il motivo del frequente abbandono di intere città.

La mitologia Maya è pertanto poco nota. Certamente ha subito molta influenza da altri popoli e ne testimonia che tra le divinità faccia la sua comparsa anche l’Azteco Quetzacoatl: un eroe intellettuale, incarnazione della saggezza. Pare che abbia un riscontro “carnale” e che abbia regnato per anni come sacerdote, sovrano e demiurgo. Per i Maya la religione era l’uomo e l’uomo era la religione ed ogni azione aveva uno scopo magico o religioso.

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Angelo Berti Autore

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